Accademia di Musica e Danza "F. Gaffurio. Lodi

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Domenica 25 febbraio 2001. Salone dell'Accademia

 PER ARNOLD SCHÖNBERG NEL CINQUANTENARIO DELLA MORTE

Arnold SCHÖNBERG

PIERROT LUNAIRE

per voce recitante e otto strumenti

Ensemble Guido Cantelli
Voce recitante: KULLI TOMINGAS

Direttore: RAFFAELE MASCOLO

 

Arnold Schoenberg

Pierrot Lunaire

 op. 21

 

 

Schoenberg. "Sguardo"

Schoenberg. La vita.

da: http://digilander.iol.it/classical/autori/schonberg.htm

"Io non vorrei scrivere queste musiche...i queste musiche che non mi piacciono. Ma sono obbligato perché me lo ordina il supremo comandante e io sono soltanto l'altoparlante di un idea (ich bin nur das Sprachrohr einer idee)"

Nome indissolubilmente legato a sistema dodecafonico (o seriale). Arnold Schönberg nasce a Vienna il 13 settembre 1874 da una coppia di mercanti ebrei, Samuel e Pauline Schönberg. All’età di otto anni inizia a studiare il violino e, nel 1891 entra nell’orchestra Polyhymnia dove incontra il direttore Alexander von Zemlinsky (1871-1942) di cui sposerà la sorella. Nel 1902 si avvierà all'attività didattica al conservatorio Stern di Berlino e proseguendola, poi, a Vienna. Parteciperà alla prima guerra mondiale nell'esercito austriaco. Dopo la morte della moglie Mathilde, avvenuta nel 1923,  Schönberg si risposa l'anno seguente con Gertrude Kolisch. Sono questi gli anni della dodecafonia.
I primordi della sua musica (Verklärte Nacht) seguivano ancora la tradizione di Strauss e Mahler (autori che affascinavano l'allora ventitreenne Schönberg), ma l'esigenza di portare la musica alle logiche conseguenze richieste dalla modernità lo portarono a formulare composizioni con un maggior carico di cromatismo e atonalità, lavori radicalmente espressionistici di forte tensione, ricchi di violenti contrasti. Le sue rivoluzionarie composizione, nel primo novecento, furono accolte con un'ostilità senza precedenti nel mondo della musica. L'atonalità della sua musica si trasformarono in quel sistema dodecafonico che può essere considerato il più radicale fra tutti i nuovi linguaggi musicali tentati dai compositori della prima avanguardia "l'assoluta liberazione tonale della dissonanza" (M.Mila). Durante la seconda guerra mondiale Schönberg, Ebreo, fu costretto a lasciare la Germania per gli Stati Uniti dove trascorse il resto della sua vita scrivendo ed insegnando in California. Fu un grande docente, ammirato e corteggiato da innumerevoli allievi tra cui spiccano i nomi di Alban Berg. e Anton Webern che insieme fondarono la seconda scuola di Vienna.
Nel 1946 in California Schönberg, sofferente d'asma, ebbe una grave crisi cardiaca che lo portò ad una condizione di morte clinica. Venne salvato da un iniezione direttamente al cuore. Dopo questo avvenimento che portava in se qualcosa di miracoloso, Schönberg trovò l'ispirazione per comporre lo streichtrio che terminò cinque settimane dopo. La morte lo colse, sempre negli USA, quattro anni dopo.

La dodecafonia

Il pezzo dodecafonico si basa su un dato ordine o serie attribuito ai dodici suoni della scala cromatica. In questo modo si ottiene un altro ordine nella successione di determinati intervalli tra i suoni.
I teorici definiscono con il simbolo O la serie originaria e con I la stessa serie invertita (nel senso che gli intervalli ascendenti diventano discendenti e viceversa); la serie può essere disposta dall'ultimo suono al primo, secondo un ordine "retrogrado" indicato con R anch'esso invertibile contrassegnato con RI. C'è assoluta equivalenza tra andamento melodico (un suono dopo l'altro) e armonico (un suono in contemporanea ad un altro). La serie si può presentare anche sotto la forma di accordo di dodici suoni o come tre accordi di quattro suoni ecc.

Essential Works (le opere da avere ed ascoltare)

Pierrot Lunaire
Verklärte Nacht op. 4 (1899)
Moses und Aron - opera in tre atti
5 pezzi per orchestra op.16
Pezzi per pianoforte op. 11, op. 19, op.23, op.25
Trio per archi op. 47
(1946)

Catalogo completo delle opere di Arnold Schönberg

 

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Catalogo delle opere di Arnold Schönberg

Lavori con numero d'opera
Op.1 Due cantate per baritono e pianoforte
Op.2 Quattro cantate per  voce e pianoforte
Op.3 Sei cantate per  medium voce e pianoforte
Op.4 VERKLAERTE NACHT (sketches)
Op.5 poema sinfonico PELLEAS UND MELISANDE
Op.6 Otto cantate per  voce e pianoforte
Op.7 Primo quartetto per archi in re minore
Op.8 Sei cantate orchestrali
Op.9 Sinfonia da camera per  15 strumenti solisti
Op.10 Secondo quartetto per archi in fa diesis minore con voce
Op.11 Tre pezzi per pianoforte
Op.12 Due ballate per  voce e pianoforte
Op.13 FRIEDE AUF ERDEN per  coro misto
Op.14 Due cantate per  voce e pianoforte
Op.15 THE BOOK OF THE HANGING GARDENS per voce e pianoforte
Op.16 Cinque pezzi orchestrali
Op.17 ERWARTUNG (stage settings)
Op.18 DIE GLUECKLICHE HAND (stage settings)
Op.19 Sei piccoli pezzi per pianoforte
Op.20 HERZGEWAECHSE
Op.21 PIERROT LUNAIRE (preface to the score)
Op.22 Quattro cantate per  voce e orchestra
Op.23 Cinque pezzi per pianoforte
Op.24 SERENADE
Op.25 Suite per  pianoforte
Op.26 Quintetto di fiati
Op.27 Quattro pezzi per coro misto
Op.28 Tre satire per coro misto
Op.29 SUITE
Op.30 Terzo quartetto d'archi
Op.31 Variazioni per orchestra
Op.32 VON HEUTE AUF MORGEN
Op.33a pezzi per pianoforte
Op.33b pezzi per pianoforte
Op.34 BEGLEITUNGSMUSIK ZU EINER LICHTSPIELSZENE
Op.35 Sei pezzi per coro maschile
Op.36 Concerto per violino e orchestra
Op.37 Quarto quartetto d'archi
Op.38 Sinfonia da camera n. 2
Op.39 KOL NIDRE
Op.40 Variazioni su un recitativo per organo
Op.41 ODE a NAPOLEON BUONAPARTE
Op.42 Concerto per  pianoforte ed orchestra
Op.43a Tema e variazioni per banda
Op.43b Tema e variazioni per orchestra
Op.44 PRELUDE TO GENESIS SUITE
Op.45 Trio per archi
Op.46 A SURVIVOR FROM WARSAW
Op.47 Fantasia per violino con accompagnamento di pianoforte
Op.48 Tre cantate per  voce bassa
Op.49 Tre cantate folk per coro misto senza accompagnamento
Op.50a DREIMAL TAUSEND JAHRE per coro misto senza accompagnamento
Op.50b PSALM 130, DE PROFUNDIS per coro misto a 6-part senza accompagnamento
Op.50c MODERNER PSALM per  speaker, coro misto e orchestra
Lavori senza numero di opera
GURRELIEDER per  soli, coro e orchestra
LIED DER WALDTAUBE
SUITE per  orchestra d'archi
MOSES e ARON
DIE JAKOBSLEITER
Sei pezzi per  pianoforte a quattro mani, 1894
CABARET cantate
Quartetto d'archi in re maggiore
CANONI
Orchestrazioni ed arrangiamenti
Concerto per  quartetto d'archi ed orchestra
Concerto per  violoncello ed orchestra
Tre cantate folk per  4-parti coro misto senza accompagnamento
Quattro cantate folk tedesche per  voce e pianoforte
BACH: "SCHMUECKE DICH, O LIEBE SEELE" per  orchestra
BACH: "KOMM, GOTT, SCHOEPFER, HEILIGER GEIST" per  orchestra
BACH: Preludio e fuga in mi bemolle maggiore per  orchestra
BRAHMS: Quartetto per pianoforte in sol mionore , op. 25 per  orchestra
LOEWE: DER NOECK per  orchestra
STRAUSS: EMPEROR WALZ per  flauto, clarinetto, quartetto d'archi e pianoforte
STRAUSS: ROSES FROM THE SOUTH

W. Kandisky

  • "Kandinsky e Kokoschka dipingono quadri per i quali l'oggetto esteriore, materiale, è poco più di uno spunto, di un pretesto per fantasticare in colori e forme e per esprimersi come finora soltanto i musicisti si esprimevano." (A. Schoenberg)

Per saperne di più su Kandiski e l'espressionismo                                                                          Torna su

 

Un commento sul Pierrot lunaire... . 

Da>:  http://guide.supereva.it/intrattenimento_e_spettacolo/musica_classica_1/interventi/2000/12/21560.shtml

Pierrot Lunaire di A. Schoenberg
la fase più acuta dell'espressionismo letterario musicale.
Parlare di Arnold Schonberg in poche righe credo sia impossibile, perché tralascerei sicuramente molto di tutto ciò che questo compositore ha fatto in vita - e la sua opera e il suo pensiero stanno facendo dopo la sua morte. Quindi vi rimando ai links correlati all’articolo per ulteriori informazioni o a contattarmi al forum o tramite e-mail. Allora con ardito coraggio e una buona dose di “allegria” :)accingiamoci ad entrare in questo “autentico CAPOLAVORO” che è il “Pierrot lunaire”. Composta nel 1912 è forse l’opera più famosa di Schoenberg, per la novità degli impasti timbrici, per la sua carica espressiva, per la sua particolare tecnica vocale. E’ un ciclo di 21 brani su poesie (1884) del poeta simbolista belga Albert Giraud. L’immagine romantica di Pierrot, eroe malinconico e triste, è deformata in smorfie, proiettata in immagini ora grottesche, ora ironiche, in visioni allucinate, grazie alla vocalità estraniata dello SPRECHSANG – la parola non ha nulla di malvagio, rimanete tranquilli :-)- e alle straordinarie invenzioni strumentali che lo accompagnano. Adoperato per la prima volta proprio da Schonberg e, “guarda il caso”, proprio nel “Pierrot lunaire”, lo SPRECHSANG è uno stile vocale nel quale si fondono le caratteristiche proprie del parlato e del canto; questo genere di scrittura rivoluziona il rapporto parola-suono aprendo al canto enormi possibilità (basti pensare che questo procedimento fu usato a dismisura in varie correnti d’avanguardia). Lo stesso autore spiega che il cantante-recitante, pur mantenendo rigorosamente il ritmo notato, deve appena intonare la nota vera e propria e poi subito abbandonarla (come se si trattasse di un parlato) di solito passando alla nota successiva con una specie di glissando. I brani sono raggruppati in tre parti comprendenti sette poesie ciascuna. Ogni parte è nettamente diversa dall’altra. Nella prima (1-7), Pierrot si presenta nella sua veste di poeta della sofferenza – ahimè – incantato dal pallido chiarore della luna che gli evoca immagini ricche di “macabra” ironia e vagamente morbose…Nella seconda parte (8-14), pervasa da un tono angoscioso, il protagonista si immagina assassino, sadico, violatore di sepolcri; quindi è “un’ombra notturna in preda alla follia”…Nella terza e ultima parte (15-21), Pierrot “si abbandona” alla sdolcinata sentimentalità, alla buffoneria grottesca e alla nostalgia per i tempi più felici del passato. Pierrot lunaire è scritto per voce femminile recitante e un piccolo complesso strumentale costituito da pianoforte, flauto (alternato con l’ottavino), clarinetto (alternato con un clarinetto basso), violino (alternato con la viola), violoncello. Con soli cinque strumentisti, Schonberg riesce a raggiungere una diversa strumentazione per ogni brano e a contrassegnare ognuno di essi con una ben distinta sonorità. Tuttavia soltanto in sei di questi “melodrammi” il gruppo strumentale entra al completo a creare il tessuto polifonico intorno alla “voce recitante”; negli altri pezzi gli strumentisti intervengono a gruppi di due, tre o quattro, e nel settimo, - la luna malata – è un flauto solo che contrappunta la voce. Da “tenere sott’occhio” il rigore formale nella precisa notazione degli effetti voluti dall’autore e nella costruzione di taluni pezzi, dove si avverte già la presenza di quelli che diverranno poi gli schemi formali del metodo dodecafonico. Così se nel brano: “la notte” compare una passacaglia, in quello intitolato “parodia” si ha un canone retrogrado e nel successivo “la macchia lunare” ci troviamo di fronte ad una fuga ed un canone che, sovrapposti, procedono a forma di specchio…e … la mia testa sta andando in fumo…quindi mi fermo qua, solo per farvi partecipi di quella complessa scrittura contemporanea ricca di studio e di fascino emotivo…e vi consiglio vivamente di reperirvi una registrazione del “Pierrot lunaire” e lasciarvi trasportare dalla sua inesauribile forza “distruttiva”…buon divertimento!
Tutti i links del web + importanti su SCHOENBERG (inglese)

 

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